11/feb/2013

Filo Diretto: Autostima e solitudine

Spesso su Roba da Disegnatori mi trovo ad affrontare domande e situazioni legate al mestiere.
Ma è giusto trattare anche situazioni legate all'esclusiva attività di disegno come atto creativo non necessariamente finalizzato al mestiere. Ed è questo il caso mosso dalla domanda che ho ricevuto un po' di tempo fa:

D:
Salve Morena sono amico di una ragazza che fa delle illustrazioni strepitose. Spesso non partecipa a concorsi a causa della disistima dei suoi lavori. Ti chiedei di tutto, ma ti chiedo solo di consigliarle come disegnare da soli senza sentirsi soli.


Non è affatto un caso raro e solleva molte questioni in una volta sola.
La prima cosa su cui spingerei a riflettere è l'autostima.
L'autostima è come lo zucchero: una torta senza zucchero è perfettamente inutile, ed è pronta da buttar via, esattamente come accade per i propri disegni. Ma mettiamocene troppo e otterremo una stucchevolezza insopportabile e anche in quel caso la torta sarà da cestinare.
L'autostima del disegnatore è una freccia a doppio senso: una buona fiducia nelle proprie capacità spinge alla sperimentazione e al godimento del processo creativo. A sua volta, un disegno soddisfacente aumenta l'autostima. Ci sono delle volte che guarderemmo i nostri disegni infinitamente, vero?
Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia, ed è bene non dimenticarsene.
Un'eccessiva fiducia nelle proprie capacità porta a non migliorarsi mai.
Mi è capitato di imbattermi in persone con un ego spaventoso che non riconoscevano i propri limiti e vedevano i propri lavori come qualcosa di perfetto. Non c'è niente di più imbarazzante per chi si vede sottoposti questi lavori, e non c'è niente di più svilente che pensare che il proprio operato è perfetto, proprio perchè adagiarsi sugli allori è lo stop alla crescita artistica.
Il mio consiglio è quello di non ritenersi mai "arrivati" anche perchè non avviene mai. Il bello della crescita artistica è che è pressoché illimitata! E' un processo continuo se ci investiamo le nostre forze e un'obiettività costruttiva.



"Non importa quanto lento vai, finchè non ti fermi."
Confucio






Fonte: http://hikingartist.com/





Sempre per quanto riguarda l'autostima, la cosa peggiore che si può fare per rovinarla e cadere in una frustrazione perenne è quella di confrontarsi con artisti enormi; quelli per intenderci che hanno un'esperienza molto più vasta della nostra, per preparazione o per tempo di attività.
Cerchiamo di capire che queste persone hanno sicuramente talento e molti altri meriti per cui sono così brave, ma se studiamo disegno da poco non possiamo pretendere di disegnare come l'ultimo vincitore della Caldecott Medal.
Disegnare è come fare sport: se a malapena sapeste saltare la corda partecipereste alla maratona di New York? Pensate che sareste pronti ad affrontare una sfida che richiede così tante risorse fisiche?
Badate bene, il disegno e la crescita artistica non fanno eccezione.
Osservare i "grandi" deve essere uno spunto a migliorarsi, ma non bisogna commettere l'errore di pensare "Perchè io no?" anche perchè
1. Non è pensandolo che miglioreremo
2. Il meccanismo non è quello di migliorarsi ma di smettere di disegnare, perdendo interesse o motivazione. E' davvero quello che vogliamo? Spero di no. ;)


Per quanto riguarda il sentirsi soli, siamo tutti diversi, ma l'attività di disegno è spesso vissuta in solitudine.
Una solitudine sana, raccolta, quasi meditativa (anche quando avviene con la musica a tutto volume!).
Io personalmente mi godo molto questo mood, anzi preferisco pensare e disegnare da sola. Cado in una specie di stato mentale alterato per cui non voglio interferenze.
Ma come dicevo non siamo tutti uguali: per questo ci sono dei disegnatori che fanno in modo di non essere soli. Ci sono diverse scelte che si possono fare:
- Alcuni disegnano in caffetteria, biblioteca, parco, libreria. Immersi in un viavai di gente non hanno modo di sentirsi soli.
- Alcuni organizzano gruppi e incontri per disegnare assieme. Se si soffre di solitudine è un'ottima idea!
- Alcuni arrivano a piccoli corsi e scuole apposta per disegnare in compagnia. Si impara assieme, ci si sostiene, si condividono nozioni e stati emotivi relativi anche alla propria crescita artistica.
- Da non sottovalutare: internet! Certamente non è come essere a un corso con altre 15 o 20 persone, ma può essere di aiuto per confrontarsi e stare in contatto con chi condivide i nostri interessi. Twitter, Facebook, i blog: i disegnatori sono anche lì! Non abbiate timore a scrivere per commentare anche lavori altrui (possibilmente in modo gentile, perchè gentilezza chiama gentilezza). Inoltre internet ha dei vantaggi non indifferenti. Prima di tutto possiamo entrare in contatto con persone di altre città, regioni e persino Stati e Continenti se le nostre conoscenze linguistiche ce lo consentono. Cosa non trascurabile, possiamo farlo quando ci va e non farlo quando allo stesso modo, non ci va. Un bel vantaggio, che io trovo davvero prezioso per la mia esperienza: quando ne ho necessità accendo il PC, se non ho voglia di aver contatto mi basta farmi "gli affari miei" e godermi la mia solitudine voluta e meritata! :)

Basta sapere di cosa si ha bisogno e conoscersi, dopo di che, tutto è possibile!


Riguardo ai concorsi, il mio consiglio è di provare, se non costa nulla. Perchè no?
Al tempo stesso però dobbiamo anche disegnare per noi stessi, senza una "finalità". Di solito i disegni di cui siamo più profondamente soddisfatti nascono in quel contesto.

Buon disegno a tutti!

9 commenti:

  1. per questa perenne lotta tra l'avere poca autostima e voler disegnare comunque, ho atteso 29 anni prima di aprire "il cassetto dei disegni" anche solo per condividere una grande passione. Un post in cui mi rivedo tanto!1 sorriso

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  2. io ho pochissima autostima, riconosco i miei limiti, e ciò mi da la forza di abbatterli.. sebbene con grande difficoltà.

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  3. Per quanto riguarda il confronto e il continuare a migliorarsi, parlo ora per esperienza personale... io godo di abbastanza autostima ma appunto so di non essere la migliore (anche perchè ce ne vuole ancora un sacco e di più!)...ma talvolta tendo a bloccarmi lì al mio livello, più che altro per pigrizia... ma la cosa che più mi smuove è vedere qualcuno della mia età o circa (ho 17 anni) più bravo di me. Questo mi colpisce profondamente l'orgoglio e comincio a disegnare a più non posso per raggiungerlo, spesso chiedendo consigli proprio al diretto interessato. Ovviamente non lo faccio con cattiveria, o pensando cose tipo "maledetto, non può essere che tu sia più bravo di me", solo mi mette in moto un qualche meccanismo dentro, grazie al quale non riesco a stare ferma! Quindi, magari chi non sa saltare la corda non dovrebbe guardare chi fa la maratona di new york, ma chi riesce a fare cento salti, secondo me :)

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    1. esiste un'invidia positiva, un'ammirazione quasi. quella è costruttiva, non ti blocca appunto :)

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  4. Davvero un bel post Morena!
    Per quanto mi riguarda, io sono una di quelle persone a cui il confronto col lavoro degli altri illustratori, e nel mio caso anche scrittori, non pesa. Anzi, sono la prima a ricercare questo confronto perchè è un modo per valutare a che punto sono e cosa va migliorato ancora. Certo, lo ammetto, a volte mi scoraggio, penso: "come faccio io a raggiungere un livello simile, non è paragonabile!", oppure "riuscirò col mio stile a coinvolgere le persone? Piacerà?", ma è questione di un attimo perchè poi sopraggiunge quella voglia di dare sempre il massimo, di imparare e crescere come artista.
    Inoltre credo che condividere con altri questa passione sia una cosa importante. Si può decidere anche di mantenere una certa distanza e di avere un atteggiamento riservato, ma parlare con qualcuno che fa il tuo stesso mestiere e affronta le tue stesse problematiche ogni giorno, aiuta a dissipare i dubbi, le incertezze, a trovare la motivazione necessaria per non mollare. La solitudine va bene, solo non deve essere estrema.
    Un abbraccio.
    Pam

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    1. Questi momenti capitano proprio a chiunque, l'importante è sapere che sono tali e non sguazzarci dentro :)

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  5. Io sentirei un gran bisogno di un post dedicato ad un sano rapporto con la rete (forse già è stato fatto...non so)! E' bellissimo avere accesso a tante risorse, confrontarsi con questo mare di illustratori e rimanere estasiati da quelli molto bravi...ma c'è spesso il rischio di sentirsi delle caccolette in mezzo a un mare...un mare nel quale si perde il senso della misura...un mare in cui ci si sente sommersi e ci si perde. Davide Calì mi rincuora quando dice che da qualche parte c'è il posto giusto, la strada giusta per ognuno di noi, che con una buona bussola si può trovare questa strada...oserei dire la nostra rotta...ma mi sento un po' troppo Jack Sparrow, oggi! :D

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    1. e se invece che vedere quelle immagini come confronti non le vedessi come fonti di ispirazione? ;)
      cambierebbe tutta la tua visione della rete, diventerebbe un pozzo infinito a cui attingere!

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    2. E' vero, sono una gran fonte d'ispirazione! Francamente penso che se si è sereni interiormente, se non si vive la mancanza di continuità e stabilità lavorativa come un peso...allora si riesce anche ad avere un sano e utile rapporto con il mondo attorno a noi. Io, per mio conto, mi sento spesso in un precario instabilissimo equilibrio! :)

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