17 dic 2014

Story&Character Masterclass con Pixar a Roma




Posti limitati per la masterclass+workshop Pixar (organizzato da BlueShuttle) sullo storyboarding e il character design che si terranno a Roma fra il 20 e il 22 marzo 2015.
Si preannuncia una primavera davvero succosa!

Tutte le info qui.


Matthew Luhn Story Workshop from Matthew Luhn on Vimeo.


Heartists - Donare è un'Arte

"Cuore di Cane"  - Davide Bonazzi 


15 illustratori hanno partecipato all'iniziativa Heartists, in collaborazione con l'associazione Nati per Amarti Onlus. Fra alcuni nomi, Roger Olmos, Paolo Domeniconi, Violeta Lopiz e Riccardo Guasco.
Ho partecipato anche io:


La mia stampa, acquistabile qui 



Ciascuno di noi ha donato una propria tavola. La vendita delle stampe andrà interamente all'associazione, a sostegno di chi si occupa dei tantissimi gatti e cani che hanno subito abbandono e tutte le situazioni conseguenti a questo terribile fenomeno.


La stampa di Paolo Domeniconi acquistabile qui


Ho collaborato con due gattili nel corso di questi cinque anni da illustratrice e so bene qual è la realtà: gli abbandoni restano tantissimi, troppi ogni anno e i volontari fanno spesso fatica, perfino a loro spese a volte, a curare e nutrire gli animali e cercare per loro una casa.
Sono molto sensibile alla causa e quando sono stata contattata per aderire non ho esitato.


Stampa di Gianfranco Bonadies, acquistabile qui



Per chi è appassionato di disegno, è una bella occasione di portare a casa delle stampe di alta qualità e di aiutare Nati Per Amarti Onlus. Può essere anche un bel regalo di Natale!

Se non volete o potete acquistare le stampe, anche condividere questo post o la pagina Facebook è un bel gesto, un gesto utile e di speranza.

Grazie!

Morena

11 dic 2014

Il vento gentile nelle pennellate di Gary Bunt

Qualche tempo fa ho trovato questa immagine nella grafica di un sito web.

"The Harbour Wall"

Non sapevo nulla della sua provenienza e non sapevo chi fosse l'autore, ma avevo una certezza, una certezza che non avevo provato nemmeno guardando delle fotografie: quell'immagine raffigurava il Sud della Gran Bretagna.
Non avevo bisogno di nessuna didascalia, lo sapevo e basta.
Oggi ho cercato di acquistarne la stampa (scoprendo che non è facilissimo) e ho scoperto che l'autore è Gary Bunt, che amo praticamente tutti i suoi quadri naif che si avvicinano molto all'illustrazione, come questi:











E ho scoperto che dipingere l'ha sostenuto fortemente durante la chemioterapia; attualmente cura dei corsi di arteterapia per pazienti oncologici.
Mi ha colpito molto ascoltare una sua intervista, durante la quale afferma che il cancro ha cambiato il suo approccio stilistico al disegno e alla pittura: se prima si preoccupava di dipingere immagini per le persone cercando di incontrare cioè le loro richieste ed aspettative, ora il suo stile si forma solo sulle sue preferenze e su ciò che vuole trasmettere, qualunque emozione sia. Proprio quando ha deciso questo è riuscito a vivere della sua Arte, contro molte previsioni.


Come alcuni di voi sapranno seguendo il blog, sono appassionata da quasi vent'anni (cioè da quando ero poco più che una bambina) di Cornovaglia e del Sud della Gran Bretagna in generale.
Le emozioni che mi trasmettono questi quadri sono ineguagliabili: non c'è parete tappezzata delle fotografie dei miei viaggi nel Regno Unito in grado di riflettere lo stesso senso di vicinanza che mi danno i quadri di Bunt.



E' come se riuscisse ad essere più vero di una fotografia scattata su una scogliera, al porto, in aperta campagna, sulla passeggiata e sul lungomare. Il tutto rimanendo naif, semplificando, stilizzando, sottintendendo... 

Credo che, crescendo nel Kent, Gary Bunt abbia assorbito i colori di quelle colline, i cieli nuvolosi, le foschie del mattino, ma soprattutto il colore della luce che illumina i prati e le brughiere, l'Atlantico e le spiagge sassose, le pietre delle case, le staccionate di legno scuro in campagna e l'ardesia dei tetti. Per me è magia come riesce a mettere il vento nei suoi quadri, lo sento come se fossi lì, come a settembre. Cerco di carpire ogni dettaglio dei suoi olii, come se potessi entrarci dentro.










Mi fa sorridere quando vedo sulle sue tele gli anziani britannici dipinti, coi capelli color argento o candidi, ma anche gli Scottish Terrier bianchi o neri, le barche colorate del porto, le finestre a ghigliottina, la pioggia sulle strade.

Nessuno come lui rende i mattoni degli edifici, siano essi quelli di città o quelli di campagna, oppure quelli dei muretti e degli orti.
Guardo i suoi quadri e sono di nuovo lì, cosa che non riesco a fare nemmeno guardando le più di 200 foto scattate durante la mia settimana a Penzance lo scorso settembre.



Il disegno e la pittura sono davvero magia, non riesco a dar loro un altro nome. I colori parlano all'anima, soprattutto quando si tratta di paesaggi, di scorci, di dipingere la quotidianità di un porto visto dalla finestra o di una passeggiata col cane sulla spiaggia ciottolosa.
Cerco di capire qual è il segreto del saper trasmettere un intero territorio tramite un solo quadro (inizialmente io vidi solo quella tela del porto) ma forse davvero, mi piace credere che sia semplicemente un po' magia.

10 dic 2014

Esplorare Photoshop dall'alto e senza timore. A Roma in un weekend di gennaio

Quando nel 2005 iniziai ad occuparmi di disegno digitale a livello professionale avevo alle spalle qualche anno di hobby e quell'hobby era la pixel art.
Mi occupavo di immagini piccolissime e di dettagli infinitesimali di cui dovevo aver cura con una precisione certosina; andavano infatti resi con qualche pixel in un'area di lavoro piccola e con una tavolozza di colori piuttosto limitata (256: credetemi, non molti quando si tratta di disegnare).
Sono sempre stata portata per il dettaglio, perciò la pixel art mi permetteva di focalizzare la mia attenzione su una sorta di disegno in miniatura e mi piaceva molto.

Non ha senso dire "Non sono capace". 
Dalla pixel art sono passata all'illustrazione, e una volta cominciato a illustrare
ho affrontato di volta in volta sfide nuove. I prodotti da illustrare non sono sempre uguali.
Ho illustrato libri, app digitali non animate, poi app animate, dovendo preparare i file per l'animazione,
banner interattivi per presentazioni... di volta in volta si cresce ed è meraviglioso.
Qui sono allo stand Autori di Immagini ad una performance live
alla Children Book Fair di Bologna lo scorso marzo

Ma ad un certo punto quell'ambiente ha cominciato a starmi stretto perché sentivo che non mi stava facendo più crescere: ero arrivata ad un punto in cui ciò che volevo esprimere ed affrontare a livello artistico e creativo non era raggiungibile tramite quel mezzo.
Capita a tutti e davvero con qualunque tecnica si affronti.
Così, lasciai quel lavoro e cominciai ad occuparmi di disegno digitale, più per non distaccarmi da un software che avevo conosciuto lavorando che per scelta vera e propria.
Sono una persona abitudinaria e, abituata alla precisione ossessiva del disegno in pixel art, non me la sentivo di tornare alla fallibilità della matita (ci ho messo qualche anno per arrivarci, ben 9!) e dei media tradizionali. Tenevo acquerelli, tempere e acrilici per disegnare i bigliettini di Natale per amici e parenti o quadretti da tenere in casa o regalare, progredendo nel disegno digitale per lavoro.


Ho tenuto nel mio disegno digitale quello che amavo in tradizionale: acquarello, effetti matita,
disegnare sul "cartoncino" nero, pattern, bagliori, atmosfere magiche ed un po' sospese...
Il digitale non toglie freschezza e anima al disegno, se lo si sa usare e si conoscono
le soluzioni da evitare all'interno di una tavola. Si tratta solo di usare un media come un altro,
tenendo conto delle nostre preferenze e dei nostri gusti.

Il mio approccio alla conoscenza di Photoshop è stato inizialmente "proviamo questo e quello". Un approccio pasticciato più che ragionato, e colmavo poi le lacune che si erano create nelle esigenze che avevo con tutorial e poi con un corso serale che terminai in sei mesi.
Con il senno di poi, devo dire, avrei voluto farlo un corso prolungato di Photoshop: più che altro perché sotto la guida di qualcuno che lo conosce, si impara molto prima e mi sarei risparmiata molti barbatrucchi che tolgono tempo conoscendo delle funzioni adeguate a fare ciò che volevo fare.


Poter disegnare in piena libertà significa riuscire a disegnare ciò che si aveva in mente.
L'importante è avere gli strumenti per farlo in ogni sua sfumatura!
Per questa tavola ho creato delle texture a mano poi scansionate in digitale
e trattate appositamente per essere inserite nelle tinte piatte che avevo impostato in precedenza.
Poi ho settato sulle mie esigenze due kit di pennelli digitali per ottenere l'effetto che volevo.

Non che i corsi di Photoshop manchino, però fino ad ora non ne ho visto nessuno con l'orientamento che io avrei voluto per me: un corso flessibile e aperto a vari modi di utilizzo e non solo l'elenco delle funzioni che si trovano anche sui manuali e nei tutorial. Un corso che si modellasse sui corsisti presenti, sui loro gusti, sul disegno di cui si occupano, sulle esigenze che hanno verso il software.

Molti corsi presentano Photoshop fornendo le funzioni base, senza però entrare nel vivo del suo uso per quanto riguarda colorazione ed illustrazione.
Quello che terrò a Roma a gennaio non è un corso avanzato: è piuttosto un corso intermedio, che permette di sviscerare le basi acquisite in precedenza. L'ho formulato proprio pensando ad un uso professionale orientato al raggiungimento di tavole di alto livello.




Cosa andremo a studiare?
Come prima cosa, alcuni sottovalutano il potenziale di una gestione digitale dell'immagine occupandosi di disegno tradizionale con matite, tempere, acquarelli, acrilici... senza sapere che in realtà oggi sapere impostare una buona post produzione dopo la scansione della tavola fatta a mano, garantisce una qualità impareggiabile per stampe e riproduzioni di ogni genere. Perciò, anche per chi lavora a mano è importante saper utilizzare il digitale.
Avete mai provato a scansionare un acquarello o un matitato scoprendo che perdono quasi totalmente se non totalmente, la propria qualità? "Non rendono" sento spesso dire. E la "Non resa" è frutto di una mancanza di competenze nella post produzione, che è soggetta a regole e criteri.
Nel corso a Roma analizzeremo i segreti di una buona regolazione in Photoshop di matitati o di definitivi, e procederemo poi con l'impostazione di una colorazione digitale di grandissimo impatto.
L'uso di campionature, ma anche la creazione di queste tabelle colore, la personalizzazione dei pennelli, le texture, gli effetti e le soluzioni grafiche da evitare perché non di moda o perché tolgono qualità professionale all'elaborato... E ancora, lavoreremo sul colore digitale, perché alcuni faticano a riportare in digitale la spontaneità e la freschezza delle cromie quando si tratta di colorare a computer.


Uno stralcio della mia area di lavoro per il disegno della locandina di questo corso!

Tutto questo passando dalla personalizzazione dell'interfaccia grafica del programma che sarà così "arredato" su misura di ogni disegnatore, ciascuno con le proprie esigenze.
Quando un software è organizzato in modo personale, la velocità di esecuzione di una tavola viene raddoppiata e l'efficienza cambia davvero il ritmo lavorativo!
E' insomma un corso che dà degli strumenti professionalizzanti per disegno e colorazione in Photoshop.


Anche un'immagine semplice come questa ha richiesto un'organizzazione preventiva:
palette colore, schizzo a mano, manipolazione dello schizzo negli spazi e nelle regolazioni,
livelli, maschere di ritaglio, personalizzazione pennelli, texture, collage, ritocchi e regolazioni e bilanciamenti...


Di questo ed altro parleremo a Roma, scoprendo che Photoshop non è in realtà quel Babau che molti temono, ma è solamente una vasta terra da esplorare. Dall'alto e senza timore, piuttosto valutando tutte le potenzialità che offre al nostro disegno!

>>PROGRAMMA COMPLETO.<<

Le iscrizioni sono aperte, vi aspettiamo!
Venerdi 16 - Sabato 17 - Domenica 18 Gennaio 2015 
Presso Studio Daisho, Via Virginia 25 - ROMA

INFORMAZIONI
corsi@robadadisegnatori.it
345-5070614

08 dic 2014

John&Wolf: quando l'illustratore incontra il lupo

E' proprio vero che vedere la bellezza che ci circonda è una capacità.
John Stortz la disegna e la fotografa; e quando scatta fotografie ai paesaggi mozzafiato che visita, lo fa in compagnia del suo amato lupo bianco.




Trovate alcune fotografie sul Tumblr dedicato, ma anche sull'account Instagram dell'illustratore.