21 mag 2015

Life under water: la nuova mostra inedita di Quentin Blake ad Hastings

Quanta vita c'è dentro il mare e quanta ne ruota attorno?
"Life under water - A Hastings Celebration" è la nuova mostra personale di Quentin Blake che, come suggerisce il titolo, si terrà a Hastings in Gran Bretagna.





Come riporta il sito ufficiale dell'evento, la mostra non è pensata per un pubblico di bambini, ma è godibile anche da loro (e ci mancherebbe visto che Quentin Blake è uno degli autori per l'infanzia più conosciuti ed apprezzati di sempre) e i 24 disegni che è possibile ammirare sono stati fatti esplicitamente per la Jerwood Gallery.
Questo significa che si tratta di tavole inedite ed esclusive; e non solo, ma ciascuna di esse è in vendita presso la galleria.


Quentin Blake: Life Under Water - A Hastings Celebration
Dal 2 Luglio 2015 al 6 Settembre 2015

20 mag 2015

Esercizi del mercoledì - Spazi negativi


 "Avevo già notato che nei lavori degli Orientali il disegno dei vuoti lasciati intorno alle foglie contava quanto quello stesso delle foglie."
- Henri Matisse


E' una giornata uggiosa e mi trovo a pensare a quando il mercoledì per me costituiva il giorno preferito della settimana.
Forse qualcuno l'avrà indovinato... Non sono nemmeno aggiornata su come vadano le cose ora, ma di mercoledì usciva Topolino. Ci mettevo due ore a finirlo e il resto era tutta attesa, ma solo ora posso constatare che era piacevole anche aspettare il mercoledì successivo.
Da allora il mercoledì, anche se ho smesso di comprare quel fumetto, mi è rimasto impresso come il giorno preferito della settimana anche se ora non ne ho più molti motivi.
Così ho deciso di costituirne uno e di utilizzare proprio questo giorno per fare esercizi di disegno. Non esercizi calcolati per il mio lavoro o per essere inseriti in un portfolio. Esercizi solo per il piacere del disegno seguendo delle consegne che esulano da stile e richiesta; qualcosa di rinfrescante.
Non per forza qualcosa di perfetto e non necessariamente bello, ma solo lo scorrere di una matita o di altri materiali sul foglio. Un contatto neutro con ciò che per me è sempre stata la mia passione più grande e col tempo, diventando il mio lavoro, è stata coperta da molte sovrastrutture.
Dalla richiesta, dalle mode, dalle tecniche veloci, da proporzioni ben precise, da forme e colori ben definiti dal cliente o dall'art director di turno.
Oggi, al telefono con un'amica, mi sono dedicata semplicemente al disegno degli spazi negativi. All'ottenimento cioè, delle silouhette di uno o più soggetti o un insieme di oggetti ricavate però dallo spazio tutto attorno.


I rami ottenuti dal blu, che è poi diventato o ha finito col sembrare, la chioma. :)


Tratteggio libero e selvaggio per scacciare i pensieri, profonda accettazione di forme non regolari o abbastanza perfette;
disegnare in digitale a volte ti fa dimenticare il piacere di disegnare qualcosa di stortignaccolo ma piacevole da fare.

Le ultime settimane per me sono state molto tese e così disegnare con tutto questo blu è stato molto lenitivo. L'esercizio, contenuto nella collana "L'Arte del Disegno" (numeri 1 e 2) stabiliva proprio questo: il disegno dello spazio negativo con pastello blu e un colore a scelta. E cosa potevo volere io se non un vivo tocco di rosso?

Il disegno dello spazio negativo applicato ai rami degli alberi è stato introdotto in Europa da Matisse in una lettera al suo amico Rouveyre:

"Per prima cosa ci sono due modi di descrivere un albero:
1) Mediante un disegno imitativo come lo si impara nelle scuole europee;
2) Mediante il sentimento suggeritovi dalla vicinanza e dalla contemplazione, come gli Orientali, credo, a quanto m'hanno raccontato. [...] Avevo già notato che nei lavori degli Orientali il disegno dei vuoti lasciati intorno alle foglie contava quanto quello stesso delle foglie.
"

(Testo raccolto da "L'Arte del Disegno" edito da DeAgostini e Mondadori)

17 mag 2015

Le Principesse Disney nella visione della giovanissima disegnatrice Punziella

Principesse Disney, ma anche personaggi Dreamworks e crossover fra le une e gli altri e trasportati nei giorni nostri. Anche l'haute couture non viene trascurata: molti i disegni che riportano creazioni di Elie Saab, per esempio. E chi l'avrebbe detto che a Merida piacessero i Misfits?
Di una freschezza unica, i disegni di Punziella (il suo vero nome è Pauline, ma non si sa molto altro) sono molto conosciuti su Tumblr dove lei li posta con una certa continuità.
Ecco i più belli.









16 mag 2015

Spazio autori: Marija Tiurina

Mi piace quando accendo il computer di prima mattina e comincio la giornata con una nuova scoperta.
Oggi si tratta delle illustrazioni e dei disegni di Marija Tiurina, illustratrice londinese che con uno stile molto personale in bilico fra il fumetto, l’underground e l’illustrazione per l’infanzia, esprime il suo universo artistico fatto di visioni, sogni, ma anche di esplorazioni quotidiane per mercatini londinesi, metropolitana e negozi, passando per qualche tavola concettuale.






Oggi in evidenza su Dailybest per avere illustrato delle parole (quasi) intraducibili, ma secondo me più apprezzabile per altri progetti, soprattutto quelli disegnati a mano. Il suo gusto per il dettaglio, sia nella composizione sia per il colore, l'ha portata a collaborare ad una campagna della prestigiosa Saatchi&Saatchi.
Trovate il suo profilo Behance a questo link. Qui invece c'è la sua Pagina Fan su Facebook se voleste seguire i suoi progressi; molto interessante perché di tanto in tanto pubblica anche dei video sul suo processo di lavorazione.





Aquarius - dallo sketch al digitale



Il labirinto creato per la campagna Saatchi&Saatchi


15 mag 2015

Colori, parole, persone e ispirazione al Salone del Libro di Torino

Tanti colori, tante parole stampate, tante persone, tanta ispirazione ieri mattina all'inaugurazione del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Con le mie amiche e colleghe Ilaria, Sara, Katya e Stefania si decide nelle scorse settimane di vivere questa esperienza come una vera e propria gita scolastica. Alcune di noi, fra cui io, arrivano al Salone equipaggiate di scarpe da walking e zainetto.
Quasi tutte fatichiamo ad ammettere che il Salone è un modo nemmeno troppo nascosto di rivivere la Fiera del Libro di Bologna che si è conclusa lo scorso primo aprile; e chissà che questa non diventi un'abitudine, nel tempo.
In effetti noi illustratori, o almeno la maggior parte di noi, lavora per lo più a casa e quindi ritrovarsi con chi condivide gli stessi interessi e lo stesso mestiere è davvero balsamico in certi momenti.




Il Salone del Libro di Torino è diverso dall'evento-Bologna.
Il fermento c'è, ma è più composto e riservato.
E' un paradosso, se si pensa che a differenza della Fiera di Bologna, qui è ammessa (anzi incoraggiata!) la partecipazione da parte delle scolaresche accompagnate dagli insegnanti.
Che arrivano numerose e vocianti, tanto che decido di lasciare perdere l'uso dell'accredito e di pagare biglietto pieno  per evitare la fila infinita creata proprio da loro.
L'attesa all'ingresso viene comunque interrotta dall'arrivo del Presidente Mattarella; dopo che Ilaria mette in dubbio la sua natura di VIP, finalmente ci adentriamo nel Salone.




Mi è chiaro da subito che nonostante gli ingressi siano aperti da non più di un'ora, si è già creata una vera ressa; i visitatori sono già intenti ad esplorare, curiosare, leggere, vagare, soppesare, domandare, acquistare. E' un ronzio placido e meno schiacciante di quello della kermesse bolognese e lo apprezzo moltissimo. Buttarsi nella mischia mi riesce più spontaneo, si passeggia tranquilli lasciandosi trasportare dai lunghi corridoi rossi e ben illuminati, dal movimento della folla di lettori e curiosi, di editori, agenti, autori, hostess (si riconoscono subito dal supplizio del tacco 12 che solo loro sono costrette a vivere).

Ilaria Urbinati allo stand Edizioni Compagine, posa con il suo "Vintagismi" in primo piano


L'ispirazione tocca a tutte noi le spalle ad ogni angolo: libri di ogni tipo, albi illustrati, stand di scolastica di alta qualità, ma anche solo bellissime copertine di romanzi. Rimango molto fiera di me per essere riuscita a rimanere nel budget che avevo preventivato per la giornata. Per me essere immersa da tanti libri e riuscire a non acquistarne fino ad esaurire il Bancomat è una vera prova di vita.



Come sempre, il bell'evento lo fa anche la compagnia: ci scambiamo consigli, pareri, aggiornamenti sui progressi lavorativi ed è sempre molto motivante.
Col tempo ho imparato che ognuno ha il proprio percorso; raccontarselo uno con l'altro è arricchente e istruttivo se non si cade nella trappola del sentire il peso del confronto. In questo ultimo anno sto lavorando molto sul memorizzare questo concetto e quando riesco a rimanere immersa nel giusto stato d'animo, allora sì che i consigli e le esperienze dei colleghi diventano uno spunto per andare avanti e migliorarsi e non qualcosa di annichilente e scoraggiante.

Ilaria e la cartina dei Tre Porcellini disegnata da lei, era bello immortalarla in tutta la sua soddisfazione. Proud mama!

Le cose che più mi sono rimaste impresse in queste sei ore di Salone:

  • Autori e illustratori famosissimi che si aggirano, nel più pieno anonimato (a differenza di come accade a Bologna, molto spesso) fra gli stand, curiosando come qualunque altro visitatore. E che ignoro per lasciarli in quella situazione di pace e agio.
  • Pochissime sedie e ancor più rari cestini. Il che si traduce nel camminare per minimo tre ore consecutive tenendo con sè cartoccini, tovaglioli e panini a metà. Siete avvisati.
  • Così tanti libri belli da comprare che non mi basterebbero dieci vite per avere i soldi necessari e il tempo per leggerli tutti.
  • Cartoline illustrate in ogni dove, tutte da collezionare.
  • Cataloghi stupendi con cui riempire uno zaino già allo stremo della sua contenitività.
  • Colori vivacissimi: da un salone del libro non me lo aspettavo.
  • Lettori, bambini e adulti, che si rifugiano sulle panchine e sulle sedie, anche in angoli inattesi, in compagnia di un libro. Persone che hanno acquistato un libro e non riescono nemmeno ad aspettare di arrivare a casa per immergersi in una nuova storia. Non è meraviglioso?

Il Salone Internazionale del Libro di Torino è visitabile fino al 18 maggio. Se siete nei paraggi, fategli visita, che siate lettori, disegnatori, autori, narratori, affabulati dalla parola stampata, quello è il posto giusto per esplorazione e perché no, per l'acquisto di bellissimi prodotti editoriali.