01/ott/2014

Disegna di più - Disegnare seguendo un corso in fascicoli

Da un po' di tempo ormai non aggiornavo la rubrica "Disegna di più", dedicata al tenersi allenati nel disegno anche quando abbiamo poco tempo da dedicargli per via del lavoro e gli impegni della vita.
Non tutti infatti disegniamo per mestiere, ma questo non significa che non possiamo farlo bene e goderci un sano pomeriggio fra matite e pennelli, in compagnia di un foglio che aspetta solo noi per prendere vita.

Lo scorso weekend ho tenuto uno dei workshop di RDD a Milano e mi sono un po' ammalata.
Devo proprio ammetterlo, mi sto annoiando molto a casa (forse anche perchè non sto bene) e ho pensato che il disegno potesse tirarmi un po' su. Ma non volevo fare tavole impegnative e definitive.
Così mi è tornata in mente la rubrica qui sul blog e ho pensato di aggiornarla con uno dei miei ultimi acquisti: "L'Arte del disegno", pubblicazione in 70 fascicoli di De Agostini.
L'ho trovato interessante soprattutto perchè agli esercizi proposti è affiancato ad ogni numero un artista diverso. E ci ho trovato all'interno matite e gomma pane di Faber Castell, che non fa mai male. Sono un'accumulatrice compulsiva di omaggi nelle uscite editoriali, figuriamoci poi se si tratta di materiale da disegno!
Nel primo numero ho trovato gli schizzi di Van Gogh e un rilassante esercizio che spiega come ottenere la figura di un albero disegnando gli spazi in negativo.
Disegnare in negativo mi diverte sempre moltissimo e gli alberi sono tra i miei soggetti preferiti, quindi questo primo volume mi ha tenuto molta compagnia in questa grigia giornata milanese.
Finalmente è iniziato l'autunno (che per me comincia ufficialmente a ottobre), credo mi dedicherò ai toni del rosso e del giallo per completare i miei esercizietti.
Per la prima volta poi ho seguito una griglia e ho scoperto che vantaggi mi può dare, io che sono davvero una pessima copiatrice. La mia formazione, come alcuni sanno, non è scolastica, quindi ho saltato a piè pari molti degli esercizi più diffusi di disegno e pittura.

Mentre con un braccio mi aggrappavo alla bolla dell'acqua calda e mi abbandonavo a tracciare quasi all'infinito rami e piccoli cumuli di foglie mi è venuto in mente che, per chi disegna poco, avere un'uscita "a puntate" da seguire può invogliare a seguire un certo ritmo. Un'uscita, due esercizi!
In un certo senso si ha un appuntamento con l'edicola e poi col disegno, può essere un ottimo modo di non impigrirsi e disegnare troppo in là.
Se è vero che la vita ci porta ad occuparci di molte cose, è bello ritagliarsi del tempo per le attività che amiamo e credo che l'importante sia decidere come farlo nella modalità più pratica, durevole e adatta a noi.
Credo non ci sia qualcosa che funzioni allo stesso livello per tutti, ma comunque andare per tentativi può essere l'unica soluzione per scoprire cosa funziona per noi!

Buon disegno a tutti!

16/set/2014

Salisedine- Una storia interattiva a puntate, tutta italiana

E’ un’uggiosa mattinata di giugno e mi trovo in un bar in centro a chiacchierare con un illustratore che ammiro molto per esperienza e bravura: Paolo D’Altan.
Davanti ad un croissant e ad una spremuta mi racconta di un progetto tutto italiano che ha curato per qualche tempo. 
A mia volta ho lavorato (solo come illustratrice) a dei progetti simili in passato, ma Paolo ha fatto molto di più e così sono molto curiosa di sbirciare i dietro le quinte di questa lavorazione.
Lui pazientemente risponde alle mie domande, una volta che ho visionato “Salisedine” , una storia interattiva (e ebook) sviluppata per tablet e smartphone scritta da Daniela Morelli. 

Consigliandovi la app vi lascio alle risposte di Paolo.
Qui il sito ufficiale del progetto.


"Non è un buon momento per scappare, ma è più forte di me, devo farlo. 
Mi sono addormentata come un sasso ieri sera, dopo avere consegnato l’ultimo carico di sale. Ero così stanca...
Non avrei mai pensato di poter trovare nel cuore della notte la forza di alzarmi e, addirittura, andarmene. 
Invece l’ho fatto. 
Ho sognato la luna. È apparsa gialla e piena come sulla lavagna dei turni e mi ha detto: – Salis, scappa via. – 
Mi sono alzata e sono uscita dalla mia capanna."




Ciao Paolo, ti ringrazio per avere trovato il tempo di rispondere alle mie domande su Salis.
Prima di tutto: come mai l'idea di una app? E cosa ti interessava sperimentare?

L’idea è nata dal desiderio di fare qualcosa di diverso, libero da vincoli e entusiasmante per la possibilità di dar vita alle immagini, di gestire in autonomia un progetto declinato su più mezzi ( addirittura Opera ad episodi!) Avevamo già provato ad animare delle mie illustrazioni già digitali, e di fronte anche all’impossibilità di trovare un supporto editoriale, ci siamo buttati nel progetto. Un esperimento per dimostrare anche le possibilità offerte dalla tecnologia.



Dal sito ufficiale di Salisedine




Che tipo di lavorazione c’è dietro il prodotto app e che figure professionali?

Oltre a noi,studio Rebelòt, parte creativa per la grafica e sviluppo e l’illustrazione, si è pensato subito di coinvolgere Daniela Morelli, autrice per cui avevo illustrato dei libri per Mondadori. Lei ha risposto subito con un racconto, aderendo entusiasta al progetto.  
Inoltre abbiamo avuto il supporto di Vincenzo Ambriola, professore di informatica all’Università di Pisa come project manager.
    


In Italia si tratta ancora di qualcosa di un po' misterioso nel suo sviluppo. Se dovessi riassumere le fasi salienti del flusso di lavoro quali sarebbero?

Vediamo un po’: concept, script, storyboard, verifica delle sequenze anche in base alle possibilità di sviluppo, realizzazione immagini definitive a livelli, traduzioni, montaggio, verifica e debug fino all’invio ad apple per l’approvazione. 

I momenti pregnanti 
lo studio dello storyboard in base allo script, lo studio e la verifica delle animazioni e degli effetti, la prova della App prima dell’invio per la pubblicazione!


Il target che va per la maggiore nel mercato delle app (almeno per ora, ma spero con un'inversione di tendenza) è la fascia di età 0-6.
La scelta di indirizzarsi ad un target un po' atipico per le app narrative è stata voluta o casuale?

Voluta senza ombra di dubbio. Inoltre abbiamo fatto dei focus group con studenti delle scuole medie Lodi, utile anche per capire la validità del progetto. IL discorso dei target d’età personalmente ha senso fino ad un certo punto, forse perché sono cresciuto guardando prima e leggendo poi di tutto di più. E in parte ne abbiamo avuto conferma vedendo bambini più piccoli scorrere la app curiosi.


Alcune tavole tratte da "Salis in fuga" illustrate da Paolo D'Altan




Quanto tempo è stato necessario per il prodotto finito e qual è stata la fase che ha richiesto una lavorazione più lunga?

IL progetto inizialmente prendeva forma nei momenti liberi dal lavoro quotidiano, per poi, inevitabilmente, rubare anche spazio al tempo dedicato al lavoro pagato…fondamentalmente in un modo o nell’altro si recuperava la sera o la notte… più o meno 4 mesi di lavoro e, in termini di tempo, la parte più impegnativa è stata l’immaginazione e lo sviluppo dell’App, e declinazione della storia in diversi formati, ebook e cartaceo. 
Altra fase importante è la comunicazione, fondamentale nella promozione del progetto.

Parliamo della storia: mi ha colpito molto l'intensità delle immagini. Ho già altre app narrative, ma di solito a livello di mood sono meno d'atmosfera. E mi è piaciuta molto la scelta di creare delle "puntate" per la storia, di aggiungere a fine narrazione un menu che dà la possibilità a chi legge di "votare" il proseguimento che preferisce per la destinazione di Salis, la protagonista.
Vi atterrete quindi alle statistiche sulle scelte dei lettori per proseguire la storia, come nelle "Storie al bivio" che trovavo su Topolino anni fa, o come nei libri game?

Forse perché si usano palette colore limitate anche per una questione di peso delle immagini e di facile fruizione? Volevo mantenere il più possibile, il mio modo di illustrare, escludendo tinte piatte e contorno per vedere l’effetto che fa.

Salis è nata subito ad episodi per la complessità del progetto. Questo primo episodio ha già un bel numero di schermate e pensare di fare tutto il racconto in un’unica app sarebbe stato come fare un film d’animazione!
L’idea della scelta a fine narrazione è stata notevole. Tra l’altro, in origine, i link erano attivi, ma Apple aveva assegnato un +17 all’App, obbligandoci a toglierli.
Comunque la maggioranza delle scelte erano in linea con lo sviluppo previsto nel
secondo episodio. 


A quando il prossimo episodio di Salis?

Ci stiamo lavorando, ci siamo dati delle scadenze e di sicuro vedrai qualche assaggio di

“Salis nella regione dell’acqua dolce”


Gli autori

Daniela Morelli 
Scrittrice e sceneggiatrice

Nata a Varese, Daniela Morelli vive a Milano dagli anni ’70, dove si è formata alla Scuola d’Arte Drammatica Piccolo Teatro. Attrice di teatro e cinema lavora con importanti maestri come Giorgio Strehler e Dario Fo e sviluppa la sua ricerca in ambiti autoriali come drammaturga. Suoi spettacoli vengono rappresentati in vari teatri, tra cui il Piccolo Teatro e il teatro Arcimboldi di Milano, il teatro greco di Tindari e il LaMama di New York. Scrive il libretto dell’opera contemporanea Un bosco una notte di mezza estate vincitrice del terzo premio Dimitri Mitropoulos di Atene nel 2001. Attori come Pamela Villoresi, Ottavia Piccolo, Alessandro Haber mettono in scena sue drammaturgie. Ha collaborato come giornalista a periodici femminili di Mondadori e Condé Nast e diretto Ciao magre del Gruppo Miroglio.
È sceneggiatrice televisiva per la Rai e la Radio Televisione della Svizzera Italiana. 
Pubblica il suo primo romanzo per ragazzi nel 2008, Il segreto delle tre caravelle (Oscar Mondadori). Della stessa casa nelle collane Oscar, La Contemporanea e Sassolini seguono: Click - Ragazzo in mare, Click - Mistero al Colosseo,  Click - A Milano sfilano i fantasmi; Terremoto di piume, I ragazzi delle barricate (Premio Castello di Sanguinetto 2010), La porta della libertà (terzo Premio Minerva), Yusdra e la città della sapienza e Il bambino di Itaca. 
In questi ultimi anni ha incontrato circa ventimila giovani lettori in tutta Italia, fonte per lei di confronto e ispirazione. Sperimentatrice e curiosa, Morelli ama mescolare generi e stili e lavorare in squadra.  È la ragione per cui la ritroviamo al fianco di d’Altan in questa innovativa avventura.


Paolo d’Altan 
Illustratore

Dopo studi classici e aver frequentato la Scuola d’Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano, ha cominciato a lavorare come illustratore freelance per le maggiori agenzie di pubblicità italiane vincendo presto due ori dall’Art Directors Club Italiano per l’illustrazione pubblicitaria (1991 e 1995). La sua passione per l’immagine disegnata lo avvicina al mondo dell’editoria e dei libri per ragazzi dove si afferma come uno tra i maggiori illustratori italiani collaborando con Black Cat Publishing, Bompiani, Carthusia, Corriere della Sera, De Agostini, Duncan Baird Publishing, Einaudi ragazzi, Gallimard Jeunesse, Giunti, Grimm Press, il Sole 24 Ore, Interlinea, Kingfisher, Mondadori Ragazzi, Piemme-Battello a Vapore, Rizzoli Libri, Rrose Sélavy, rueBallu edizioni, Salani. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti ed è stato selezionato in diversi annual tra i quali Illustratori Italiani-Annual dal 2006 ad oggi, Communication Arts Illustration Annual 2009 e 3×3 Children Illustration Annual 2010. Nel 2011 gli viene assegnato il Premio Andersen come migliore illustratore italiano dell’anno e nel 2012 il Premio White Ravens. È stato selezionato per numerose mostre in Italia e all’estero ed è stato presidente dell’Associazione Illustratori dal 1999 al 2001. Inoltre è stato tra i primi illustratori italiani ad abbracciare in assoluto le tecniche pittoriche digitali, le cui possibilità hanno contribuito a dar vita a questo progetto spinto dall’interesse di sperimentare nuove strade per raccontare con immagini.

11/set/2014

Mostra dedicata a Miyazaki a Parigi

Gli appassionati di animazione giapponese e i fan dello Studio Ghibli in particolare saranno felici di sapere che all’Art Ludique-Le Musée di Parigi viene inaugurata il prossimo 4 ottobre la mostra “Dessins du studio Ghibli”. In italiano “Disegni dello Studio Ghibli: i segreti del layout per capire l’animazione di Takahata e Miyazaki”. 
In esposizione ben 1300 originali: è la prima volta che la mostra prende luogo in Europa, dopo essere stata allestita naturalmente in Giappone e poi a Hong Kong.

Se è vero che le tavole finali sono quelle su cui spesso ricade maggiormente l’attenzione, i disegni preparatori, i making-of sono qualcosa di più in un certo senso: ci danno la possibilità di comprendere i dietro le quinte, apprezzare l’energico lavoro di persone di immenso talento, che per noi possono essere di immensa ispirazione e ci ricordano quanto dietro ad una tavola perfetta si celino dei disegni imperfetti e funzionali. Soprattutto nell’animazione.

Fra le 1300 tavole esposte, quelle di "Ponyo sulla scogliera", "Principessa Monoke" e l’amatissimo "Il mio vicino Totoro".







Dove e quando:
Art Ludique-Le Musée
34, Quai d’Austerliz 
Parigi
dal 4 Ottobre 2014 al 1 Marzo 2015


Per info: 
La galleria

http://artludique.com/
Pagina dedicata alla mostra:
http://artludique.com/ghibli2.html



09/set/2014

10 domande a Ilaria Urbinati e a Morena Forza

Siamo felicemente giunti alla sesta tappa del nostro workshop itinerante "Il sogno e il mestiere".
Dopo avere incontrato i disegnatori di Roma, Torino, Firenze, Palermo e Bari, ho pensato che era ora di giocare in casa, e così abbiamo deciso di tenere il corso a Milano, nel centralissimo Corso di Porta Nuova, il 27 e 28 settembre 2014.

In questi mesi le domande sul corso sono state frequenti e dopo un'iniziale idea di raggrupparle in una sezione F.A.Q (Frequently Asked Questions) Ilaria ha pensato che sarebbe stato carino risponderle in un modo più originale.

Dovrebbe esserci tutto, tranne l'accenno al fatto che "Il sogno e il mestiere" nasce con l'intento di spostarsi di città in città.
Colgo l'occasione di ringraziare chi è stato nostro corsista fino ad ora e le persone che ci hanno aiutato nell'organizzazione delle varie tappe passate, è stato un percorso davvero ricco di soddisfazioni e di incontri interessantissimi.
Per informazioni circa le singole tappe (indirizzi, modalità di iscrizione, prezzi, trasporti, soggiorni consigliati) basta un'email.
Il programma invece lo potete trovare a questo link.

L'immagine deve essere ingrandita :)








08/set/2014

Il vero inizio dell'anno

Devo dire che non mi sono accorta granché della presenza dell'estate quest'anno; qui a Milano è rimasta piuttosto piovosa e qualche giorno perfino buia.
Perciò, quando sono tornata dal Somerset qualche giorno fa non ho sentito una grande differenza nell'atmosfera.
Ma una cosa mi dice che è autunno: il fermento nell'aria, le strade che si ripopolano e i negozi che brulicano di vita. A Milano, vista la sua anima commerciale, i negozi sono un indicatore fedelissimo per capire se si è in vacanza o meno.
Ho detto fermento, vero?
E il fermento è proprio quello che fa di settembre il vero inizio dell'anno lavorativo e creativo per me.

Qualche giorno fa passeggiavo pigramente per la Market St. Jew Street di Penzance, la via dove si concentrano quasi tutti i negozi della cittadina e una vetrina in particolare ha attirato la mia attenzione: quella di uno shop dove si vende esclusivamente materiale per scuola e ufficio. A richiamare la maggior parte degli sguardi compreso il mio era un'enorme confezione di Faber Castell a tre piani, di legno. Era una vera gioia per gli occhi.
Sono rimasta imbambolata per un paio di minuti a fissarla, immaginando di entrare e di comprarla e di doverla poi incastrare in qualche maniera in valigia, già piena di altri acquisti e di vestiti che ho finito con il non usare, vista l'inaspettata clemenza del tempo britannico.

Poi mi sono chiesta: ma quanto tempo è che non disegno o coloro con le matite? Ci ho pensato seriamente, non essendo io un'acquirente compulsiva (anzi diciamo pure che sono moderatamente taccagna) e mi sono domandata come mai ogni volta che vedo delle matite colorate ne sono così attratta e penso regolarmente di comprarmene.
Allora ho buttato uno sguardo più attento al resto della vetrina e ho notato gli astucci, i quaderni, i block notes, i post-it a forma di casetta, le calcolatrici e le tote bag.
E ho notato che mi facevano lo stesso effetto: un impulso ad entrare ed acquistare. E così ho fatto, sono entrata e ho scelto un astuccio di Caroline Gardner che, ho scoperto poi, ha inaugurato da poco una linea molto bella di stationery con linee particolari e molto positive. Sul mio astuccio tuona uno squillante "It's going to be a bright sunshiny day" e mi sembrava il modo giusto di inaugurare una piccola nuova fase della mia vita.



Infatti poco prima di partire ho rifatto quasi interamente la zona studio in casa e ho poi deciso di lavorare fuori con una formula di coworking, nel centro della città. Non facile per una pantofolaia come me, e già in passato quando ho iniziato l'università mi ero coccolata comprandomi articoli di cartoleria, ci ho riflettuto solo mentre tornavo passeggiando sul lungomare, girando e rigirandomi l'astuccio in mano.
Mi sono seduta su una panchina davanti all'Atlantico, a crogiolarmi in quella sensazione di aspettativa e di speranza che quell'astuccio mi infondeva.




In fondo, ho pensato, tutti gli articoli di cartoleria fin da quando inizi la prima elementare ti trasmettono quel non so che di nuovo inizio, di buoni propositi, di speranza e di volontà di fare sempre meglio.
Ma anche una sorta di mezzo per fare spazio al nuovo cancellando il vecchio: chi non ha sentito un'ondata di motivazione tutta nuova davanti ad un quadernone appena comprato o ad un nuovo set di evidenziatori? Un po' come se stesse lasciandosi alle spalle gli avvenimenti (magari non rosei) dell'anno passato, per ricominciare con un vero e proprio "fresh start".  Si riparte da capo e cosa c'è di meglio che sfogliare un taccuino intonso, con le sue pagine candide e piene di promesse?
O da un astuccio, dove le armi della nostra espressione saranno contenute, qualcuna leggendaria e di vecchia data, come il mio lapis che conservo dalla fine delle superiori.

Lo stesso accade per un disegnatore; un nuovo album o un nuovo sketchbook contengono la promessa e l'attesa di un buon disegno e delle conseguenti soddisfazioni personali o professionali.
Ecco perché quando stimo moltissimo un disegnatore e amico mi piace regalargli un albo schizzi magari di carta particolare.
Per me è un regalo carico di promesse e buone speranze.
E per lo stesso motivo compro blocchi schizzi e album anche quando non ho finito quelli che ho: mi piace pensare che mi sto dando un'altra possibilità, che non ho comprato della carta ma una piccola scommessa su me stessa e sulle mie capacità.
Ed ecco perché quelle matite avevano come prima cosa attirato la mia attenzione: la mente gioca con le associazioni e l'attrazione verso delle matite mi dice un po' "Vai a disegnare e divertiti". Perché quando disegnavo e coloravo con le matite non avevo nessuna aspettativa professionale sui miei disegni: lo facevo solo perché mi perdevo nel processo del disegno e non pensavo tanto a come sarebbe terminata quella sessione di attività creativa. Mi godevo il viaggio e l'unica finalità era divertirmi con quelle matite; perfino pensare al suono che fanno quando vengono temperate mi provoca un accenno di sorriso.

Così, tornata a casa, ho scelto con cura quello che avrei dovuto mettere nell'astuccio nuovo che mi promette giornate brillanti e luminose, e ho tirato fuori le mie vecchie matite colorate, tenute religiosamente (come tutto il resto dei miei oggetti: sono una conservatrice scrupolosissima) e quindi perfette. Le userò per gli schizzi, se non posso usarle per le tavole definitive.
Non perché cambiano qualitativamente lo sketch ma perché mi riportano a quella dimensione ludica che vivevo quando ancora le usavo. Bisogna aiutarsi in tutti i modi, soprattutto quando come me si è meteoropatici e l'inverno porta con sé delle giornate buie e pessimistiche.


A proposito, di solito verso ottobre scelgo anche l'agendina per l'anno che viene ed il calendario da scrivania. Se posso dare un consiglio, cercate di viziarvi con questo genere di articoli.
Se vi piacciono l'Arte, il disegno, le Arti Visive in genere, non credo che sarete molto soddisfatti dell'agendina omaggio della rivista o del calendario dell'agenzia di assicurazioni.
Trovatene una che abbellisca gli impegni e le scadenze della vita. In fondo, gli oggetti di questo tipo li abbiamo attorno tutto il giorno ed è bello trattarsi bene e averne di colorati ed accattivanti.


Ci sono cose che non si possono comprare: per tutto il resto ci sono i negozi di cartoleria e di Belle Arti.

Mentre metto da parte il materiale per il mio post sul mio viaggio in Gran Bretagna (che vi avverto sarà una lunga lettura), non mi resta che augurarvi un buon autunno ed un buon inizio dell'anno creativo e pieno di avvenimenti entusiasmanti e proficui.
E di progetti che vanno in porto!

Vi ricordo che Roba da Disegnatori Associazione Culturale ha aperto le iscrizioni per i corsi di settembre, ottobre e novembre. Li trovate sul sito www.robadadisegnatori.it 
Molto presto aggiorneremo il calendario con i corsi invernali.